venerdì 4 aprile 2008

Un futuro più caotico del presente

Comunicato dell'Oikos
Abbiamo molto insistito sulla vicenda degli immobili fantasma del Comune di Roma non tanto perché questo fosse l’indice di chissà quale corruzione. Al massimo scopriremo, una volta terminata l’inchiesta giudiziaria, che non si è trattato altro che di favori concessi a qualcuno per simpatia politica o amicizia personale. Sempre di reato si tratta, è vero, ma fuori, probabilmente, da grossi giri di denaro, tangenti, ecc. La cosa che più ci preoccupa è che tanto Veltroni quanto Rutelli, una volta messi a conoscenza di una circostanza indubbiamente imbarazzante per l’amministrazione cittadina, non siano riusciti ad intervenire con decisione nei confronti di un dirigente comunale che, tra l’altro, ha collezionato una serie di critiche nei dieci anni che si è trattenuto al vertice degli uffici del demanio, omettendo, tra l’altro e nonostante precisi richiami, di trasferire parte delle sue competenze ai municipi. La sensazione chiara che abbiamo è che questo, come tanti altri episodi di fronte ai quali ci siamo trovati svolgendo il nostro lavoro o anche solo per caso, è che negli ultimi anni in questa città non si capisca bene chi prenda le decisioni, chi le faccia rispettare e chi si opponga a quelle palesemente sbagliate. Il fatto è che il cosiddetto ‘modello Roma’ inaugurato con la seconda giunta Rutelli e proseguito da Veltroni, in realtà non sia stato altro che la distribuzione delle risorse pubbliche tra una serie di soggetti poco identificabili che vanno dalle imprese di costruzione, ad alcune frange della sinistra antagonista, da alcuni settori del commercio a quelle organizzazioni sociali e ambientaliste che, in cambio di appalti e posti di potere, hanno rinunciato a criticare scelte disastrose compiute ai danni della città. La svendita della campagna romana ove sono state costruite migliaia di villette (non appartamenti per le famiglie in difficoltà) che restano invendute o il proliferare degli insediamenti abusivi di nomadi o immigrati poveri, l’abbandono delle aree verdi e delle riserve naturali, l’aumento del traffico e dell’inquinamento, sono segnali molto brutti . In questa campagna elettorale sentiamo parlare tutti di sicurezza , nonostante tutti sanno, statistiche alla mano, che Roma è stata, sino ad oggi, una delle città più sicure. Ma se la gente si sente minacciata ci sarà pure un motivo. Probabilmente, come tutte le paure ‘immaginarie’ la sensazione di minaccia si manifesta perché il cittadino si rende conto che nessuno prende le decisioni che servirebbero e che i sindaci smentiscono pure sé stessi alimentando la confusione un giorno dopo l’altro. In molti si domandano, ad esempio, com’è possibile che Veltroni indichi come il peggiore dei mali l’esperienza della collaborazione di governo fatta con la ‘sinistra arcobaleno’ e Rutelli, lo stesso giorno in cui si vota per il governo nazionale, si candidi a sindaco della capitale d’Italia sostenuto dallo stesso schieramento considerato tanto sciagurato. Cerchiamo, almeno, di trovare un po’ di spazio e serenità per meditare su questo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Meditare non basta .
Bisogna cambiare qualcosa.